La Chiesa cattolica in Myanmar e Bangladesh

La mattina del 13 ottobre c'è stata una colazione di lavoro presso il Papalino (Borgo Pio 172, Roma) sulla situazione della Chiesa cattolica in Myanmar e Bangladesh, in vista del viaggio di Papa Francesco nei due paesi asiatici (dal 27 novembre al 2 dicembre 2017).

Ne hanno parlato un bangladeshi, padre Gabriel Amal Costa, missionario del Pime (Pontifico Istituto Missione Estere) e padre Bernardo Cervellera, editore di Asia News.

 

La Chiesa Cattolica in Cile

Martedì 26 settembre 2017, dalle ore 9.00 alle ore 10.15, si terrà una colazione di lavoro, presso il Ristorante Il Papalino, Borgo Pio 172, Roma, dedicata all'approfondimento della situazione della Chiesa Cattolica in Cile, in vista del viaggio di Papa Francesco nel paese sudamericano (in programma per il 15 - 18 gennaio 2018). Ne parlerà un cileno, Fr. Jorge Horta E., OFM, Decano della Facoltà di Diritto Canonico della Pontificia Università Antonianum.

La diplomazia nell'arte

Giovedì 1° giugno  2017 si è svolto un incontro sul tema "La diplomazia dell'arte", presso la Pontificia Università della Santa Croce, Roma, con Zhu Jiancheng, Segretario Generale della China Culture Industrial Investment Fund e l’artista cinese Zhang Yan
China Culture Industrial Investment Fund, dipendente direttamente del Ministero delle Finanze della Repubblica Popolare Cinese e avente il compito precipuo di promuovere e divulgare la cultura tradizionale cinese, ha donato il 31 maggio al Santo Padre, a nome del popolo cinese, due dipinti dell'artista cinese, Zhang Yan.
L'incontro è stato organizzato dall'Associazione Iscom e dalla Pontificia Università della Santa Croce.

Due sono le principali ragioni cui è possibile ricondurre la presenza ieri del rappresentante del fondo culturale cinese CCIIF (Chinese Culture Industrial Investment Fund) e dell’artista cinese Zhang Yan in Vaticano. 

La prima e più immediata ragione è che il Fondo suddetto, dipendente direttamente Ministero delle Finanze della Repubblica Popolare Cinese e avente il compito precipuo di promuovere e divulgare la cultura tradizionale cinese, ha donato al Santo Padre, a nome del popolo cinese, due dipinti di un affermato artista cinese, Zhang Yan.

Questo gesto di apertura non può che essere letto alla luce di quello compiuto da Papa Francesco il 14 agosto 2014: il Santo Padre, sorvolando la Cina in volo verso Seul, ha indirizzato un telegramma al popolo cinese e ha invocato “la divina benedizione per la pace e il benessere della nazione”. Tale gesto amichevole ha aperto un nuovo capitolo nelle relazioni bilaterali tra il Vaticano e la Cina.

Orbene, l’obiettivo dell’iniziativa è stato quello di contribuire alla creazione di un ponte culturale e di condivisione che parte da Pechino per arrivare in Vaticano, che vuole essere la premessa dello sviluppo sociale, della giustizia e della pace, cui tutta la famiglia umana anela. E’ un gesto di vero dialogo che è possibile tra quei soggetti che rispettano, e valorizzano, le identità culturali, e cioè passato, tradizioni, costumi, origini.

In questo senso, la religione è strumento di armonia e di pacificazione tra i popoli, ed è un antidoto a tutti gli estremismi. In questo non si può non leggere il ragionamento di Papa Francesco, per cui “la vera fede è quella che ci porta a proteggere i diritti degli altri con la stessa forza e lo stesso entusiasmo con cui difendiamo i nostri”. 

Oggetto del dono al Pontefice sono due opere d’arte, realizzate con pittura ad olio: il dono artistico non è casuale, poiché l’arte è una modalità che rivela la vera essenza dell’uomo, proprio per questa sua capacità di trascendenza, fuori dallo spazio e dal tempo.

Passando poi alla scelta delle opere d’arte del maestro Zhang, esse rappresentano il risultato dell’esperienza di vita, dello sforzo artistico e dell’attività di contemplazione ventennale dell’artista, i cui contenuti risultano altamente significativi ed in particolare sintonia con la visione del destinatario del dono, ovvero Papa Francesco:

Il primo dipinto (che risale al 1993), intitolato “Iron Staff Lama”, dimostra come è proprio la fisicità materiale che rimanda all’esperienza spirituale, e proprio partendo da questa dimensione trascendente anche ciò che è effimero, materia, carne, assume significato di purezza e dignità.

La seconda opera (del 2013), intitolata “The Cradling Arm” è, se possibile, ancora più incisiva nel suo richiamo all’abbraccio non solo tra la madre e la figlia rappresentate, ma soprattutto a quell’abbraccio che la madre terra, nel suo sfondo di distese e promontori, riserva all’umanità generando vita. Questo è un concetto che si ricollega perfettamente a quanto espresso dal Santo Padre nell’enciclica “Laudato si’”: così, da un lato, l’artista Zhang evidenzia il legame, oggi particolarmente delicato, tra l’uomo e la natura da cui dipendiamo, facendo emergere nello sguardo della ragazza ritratta un sentimento di purezza insieme determinata e pacifica; esso ben si fonde con la vitalità creata dalla natura che, sullo sfondo (protendendosi all’infinito), collega il cielo alla terra, e rende manifesta la straordinaria potenza della religione. Dall’altro lato, il Papa ha ben chiarito nell’enciclica predetta che la natura è proprio “la nostra casa comune […], ed è anche come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia” (paragrafo 1 delle Premesse all’Enciclica). L’autentico sviluppo umano possiede un carattere morale e presuppone il pieno rispetto della persona uma­na, ma deve prestare attenzione anche al mondo naturale, poiché come sostenuto anche dal suo predecessore Papa Benedetto “l’uomo non è soltanto una libertà che si crea da sé. L’uomo non crea se stesso. Egli è spirito e volontà, ma è anche natura” (paragrafo 6 delle Premesse).

L’attenzione sulle radici etiche e spirituali dei pro­blemi ambientali, che ci invitano a cercare solu­zioni non solo nella tecnica, ma anche in un cam­biamento dell’essere umano, perché altrimenti affronteremmo soltanto i sintomi. L’insegnamento che il Papa propone è quello suggerito da San Francesco d’Assisi, il quale “ci mostra anche che l’ecologia integrale richiede apertura verso cate­gorie che trascendono il linguaggio delle scien­ze esatte o della biologia e ci collegano con l’es­senza dell’umano. Così come succede quando ci innamoriamo di una persona, ogni volta che Francesco guardava il sole, la luna, gli animali più piccoli, la sua reazione era cantare, coinvolgendo nella sua lode tutte le altre creature. Egli entrava in comunicazione con tutto il creato”. Ecco allora che, “se non parliamo più il linguaggio della fraternità e della bellezza nella nostra relazione con il mondo, i no­stri atteggiamenti saranno quelli del dominatore, del consumatore o del mero sfruttatore delle ri­sorse naturali, incapace di porre un limite ai suoi interessi immediati. Viceversa, se noi ci sentiamo intimamente uniti a tutto ciò che esiste, la sobrietà e la cura, raffigurati nel dipinto donato attraverso lo sguardo e gli occhi femminili, scaturiranno in maniera spontanea” (paragrafo 11 delle Premesse).

 

La Chiesa Cattolica in Colombia

In occasione del prossimo viaggio di Papa Francesco in Colombia ci sarà un incontro con S.E. Mons. Octavio Ruiz Arenas, segretario del Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, già Vescovo ausiliare dell'Arcidiocesi di Bogotà, Arcivescovo di Villavicencio e Vicepresidente della Pontificia commissione per l'America Latina

L'appuntamento è per martedì 30 maggio  2017, dalle ore 9.00 am alle ore 10,15 am presso il ristorante "Il Papalino", Borgo Pio, 170, Roma.

Fatima e la visita di Papa Francesco in Portogallo

Mercoledì 26 aprile, dalle 9.00 alle 10.15, si è svolta una colazione di lavoro presso il Ristorante Il Papalino  a Roma, con S.E. Mons. Carlos Alberto de Pinho Moreira Azevedo, Delegato del Pontificio Consiglio della Cultura, sul centenario delle apparizioni di Fatima, in vista del viaggio di Papa Francesco in Portogallo. 

Mons. Carlos de Azevedo ha appena pubblicato il libro Fátima - das Visões dos Pastorinhos à Visão Cristã contenente informazioni inedite dell'Archivio Segreto Vaticano sull'azione del primo vescovo della diocesi di Leiria in merito a Fatima, nonché nuovi dati sulla politica portoghese tra il 1917 e il 1930.

Nato nel 1953 a Santa Maria da Feira (Portogallo), nominato Vescovo ausiliare di Lisbona, ordinato il 2-4-2005. È stato Segretario della Conferenza Episcopale Portoghese (2005 - 2008), Presidente della Commissione Episcopale per la Pastorale Sociale (2008-2011) e membro della Commissione Episcopale per la Cultura, i Beni Culturali e le Comunicazioni Sociali (2005 a 2011). L’11 novembre 2011 è stato nominato Delegato del Pontificio Consiglio della Cultura. Ha scritto circa un centinaio di lavori pubblicati su libri e riviste.

L'Univ regala un dvd al Papa

La presidente del Congresso mondiale di studenti Univ 2017 – l'uruguaiana Sofía Maruri –  durante l'udienza in piazza San Pietro nella Settimana Santa ha consegnato al Papa il dvd “Basta empezar. Maneras de ayudar a los demás”, contenente 11 video che illustrano modi concreti con cui centinaia di persone di varie parti del mondo sperimentano la misericordia.

Il video è stato prodotto da Iscom in spagnolo, sottotitolato in varie lingue.

La situazione dei cristiani in Egitto

Il 5 aprile 2017 si è svolto un incontro con Padre Samir Khalil Samir SJ sulla situazione dei cristiani in Egitto, in particolare di quelli della Chiesa Copta Ortodossa, in vista del \viaggio di Papa Francesco in Egitto.
 
Nato al Cairo nel 1938, P. Samir è Dottore in teologia orientale e studi islamici, fondatore del Cedrac (Centre de Documentation e de Recherches Arabes Chrétiennes) a Beirut, professore di studi islamici-cristiani presso il Pontificio Istituto Orientale di Roma e di altre università. P. Samir ha pubblicato più di 60 libri, 500 articoli scientifici e 900 articoli informativi sul patrimonio arabo-cristiano, sulle le relazioni islamo-cristiane e i rapporti tra mondo musulmano e Occidente.
 

50 anni dopo l'Enciclica Populorum Progressio

“L’immigrazione è come acqua che scorre dal rubinetto: non bisogna solo asciugarla, ma chiudere il rubinetto”. Lo ha detto il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, presidente del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, presentando ai giornalisti il Convegno organizzato dal citato dicastero il 3 e 4 aprile, sul tema: “Prospettive per il servizio dello sviluppo umano integrale a 50 anni dalla Populorum progressio”. L’immigrazione, ha spiegato il cardinale, è un fenomeno di lungo periodo: per questo “bisogna programmare in maniera più sistematica e chiudere il rubinetto”, promuovendo progetti nei Paesi di provenienza dei migranti “per prevenire la necessità delle persone di emigrare”. Altra priorità, per Turkson, è “permettere l’accesso ai mercati da parte dei Paesi in via di sviluppo”. Il cardinale ha messo, inoltre, l’accento sulla “preoccupazione che l’arrivo di tante popolazioni suscita in Paesi dove c’è un calo demografico: dove ci sono più ospiti che figli, c’è sempre tensione. Dare asilo è realizzabile quando c’è sicurezza nella demografia locale, ma quando siamo in presenza di un calo delle nascite l’arrivo di queste persone preoccupa le popolazioni locali. La nascita dei nazionalismi deriva proprio da qui, dalla preoccupazione, da parte di un Paese, di essere inghiottiti dall’arrivo in massa di nuove popolazioni”.

#StandTogether, un progetto a favore dei cristiani perseguitati

Il progetto StandTogether è stato presentato il 23 febbraio 2017 all'Ambasciata di Spagna presso la Santa Sede. Sono intervenuti S.B. Ignace Youssef III Younan, patriarca siro-cattolico di Antiochia, Roberto Fontolan, direttore del Centro internazionale di Comunione e Liberazione, Dominique de la Roschefoucalud, Grande Ospedaliere dell'Ordine di Malta ed Antonio Olivié, Ceo di Rome Reports Tv. L'Associazione ISCOM è uno dei promotori del progetto.


 

 

 

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