La politica, le piattaforme social, la giustizia: «poteri» che incidono nella vita delle persone e nella coscienza di una comunità, in forza anche del loro peso mediatico. All'informazione il compito di tenere fede al proprio ruolo e di agire come contrappeso, al servizio dell’opinione pubblica e nel rispetto della deontologia della professione giornalistica. Sullo sfondo una questione etica che non conosce confini nazionali: la disciplina delle libertà, delle responsabilità e degli assetti economici dell'informazione e della comunicazione. 

La Facoltà di Comunicazione Sociale Istituzionale della Pontificia Università della Santa Croce e l’Associazione Iscom hanno organizzato una Giornata di studio dal titolo "L'informazione e gli altri «poteri», svolta venerdì 12 aprile 2024.

 

LA GIORNATA IN PILLOLE 

Vivere in un tempo inflazionato di informazioni non sempre significa essere più informati. L'informazione è un contrappeso se è autorevole. Nei media oggi si tende a favorire meno la specializzazione. Ma l'autorevolezza del singolo giornalista è e sarà sempre più importante, perché non basterà più affidarsi solo al nome della testata ma bisognerà scegliere il giornalista da leggere su un determinato argomento. Da questo punto di vista i media vaticani cercano di non leggere la realtà solo attraverso la lente occidentale. Andrea TORNIELLI 

La libertà d'espressione in Rete non dipende solo dal rispetto dei principi deontologici da parte del giornalista e dalla realizzazione di un sistema editoriale pluralista, bensì anche dal regime giuridico delle piattaforme web e social, che concorrono ad amplificare la diffusione dei contenuti veicolati nello spazio digitale e che utilizzano i dati e le informazioni degli utenti per finalità di business. Urge un riequilibrio tra diritti e doveri, tra libertà e responsabilità. Ruben RAZZANTE 

Il drenaggio della pubblicità a vantaggio delle piattaforme provoca crisi dei sistemi nazionali dell’informazione e concentra un potere, anche informativo, difficile da regolare perché la tecnologia consente sotto molti aspetti alla piattaforma di essere legislatrice del proprio spazio virtuale. I millennial e la generazione Z, in questo contesto, si orientano verso frammentate esperienze soggettive e percorsi mediali micro-identitari: problematica discontinuità che investe anche l’informazione. Luca BALESTRIERI 

È innegabile come il digitale abbia di fatto cambiato tutto il sistema della comunicazione umana, favorendo una simultaneità di conoscenze e di esperienze che vengono condivise attraverso i moderni strumenti tecnologici, sempre più veloci, accessibili e interattivi. All’aumento di consumo mediatico si affiancano però almeno tre fondamentali rischi: la superficialità, l’overdose informativa e la confusione, che fanno il paio con una contrapposizione di fondo che anima tutte le nostre discussioni. Superare tale dinamica, recuperando spazio di valore per le nostre conversazioni onlife, è la sfida più significativa delle nostre vite connesse” Giovanni TRIDENTE 

Con riguardo al bilanciamento tra informazione e reputazione, di rilievo la sentenza della Corte costituzionale n. 150 del 2021 che, sulla scia delle pronunce della Corte EDU, ha stabilito l'illegittimità costituzionale dell'art. 13 della legge sulla stampa laddove prevede la applicazione congiunta di pena detentiva e pena pecuniaria nei confronti di chi leda l'altrui onore e reputazione in modo illegittimo, commettendo il delitto di diffamazione a mezzo stampa mediante l'attribuzione di un fatto determinato, norma ritenuta in contrasto con l'art. 21 Cost. e con la libertà di manifestazione del pensiero e con l'art. 10 CEDU. Monica BONI 

Il ruolo del giornalismo come potere fondativo della democrazia, in quanto manutentore del dibattito pubblico e fondamentale presupposto per costruire un'opinione pubblica matura e consapevole. Di qui la necessità e la sostenibilità dell’inquadramento costituzionale della funzione giornalistica. Alessandro BARBANO 

Come utilizzare le nuove fonti dei canali social nel rispetto del diritto di cronaca e di critica e di dignità della persona. Una nuova sfida per il giornalista che ha il compito di utilizzare e informare utilizzando anche i nuovi canali social come Facebook e Twitter che per primi hanno trasformato il racconto delle notizie. Sono aumentate le voci e, allo stesso modo, la competizione è cresciuta così come la pressione per arrivare primi sulle notizie. Come garantire dunque nel nuovo scenario della comunicazione la veridicità della notizia e allo stesso tempo assicurare il diritto di cronaca e critica. Un passaggio difficile di cui si stanno ancora disegnando i confini. Flaminia SAVELLI 

Quasi certa la presenza di diversi giornalisti nelle liste per le Europee di giugno: fenomeno non nuovo, per certi versi naturale. Tuttavia, un attentato alla fiducia nell’informazione può derivare dalla condotta di quei colleghi che, dopo anni di apprezzata ed equilibrata carriera, scelgono legittimamente di entrare in politica per poi tornare, dopo una breve e partigiana esperienza nel Palazzo, a svolgere la professione. Auspicabile, a mio parere, uno stop alle porte girevoli anche per i giornalisti, analogamente a ciò che si è stabilito per i magistrati che hanno ricoperto cariche elettive e che al termine del mandato non potranno più tornare a svolgere la funzione giurisdizionale. Antonino PICCIONE