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È un ecclesiastico, di solito un vescovo, al quale il Romano Pontefice affida in modo stabile il compito di rappresentarlo personalmente davanti a una nazione o regione del mondo, nel rispetto delle norme del diritto internazionale. Di solito ci si prepara a questa missione nell'Accademia Ecclesiastica Romana.
 
Davanti alle Chiese particolari il legato è chiamato delegato apostolico; negli organismi e nelle riunioni internazionali, delegato o osservatore; l'inviato alle missioni straordinarie, legato a latere, cardinale legato o inviato speciale di Sua Santità; davanti agli Stati o alle autorità pubbliche è chiamato nunzio.
 
Il Legato svolge soprattutto due funzioni: rafforzare i legami tra la Santa Sede e la Chiesa locale, e la funzione propriamente diplomatica.
 
Alcuni poteri del Legato, specialmente quando è inviato negli Stati e nelle Chiese particolari: informare la Sede Apostolica sulle Chiese particolari; dare aiuto e consigli ai Vescovi; mantenere i rapporti con la Conferenza Episcopale; proporre alla Sede Apostolica nomi di candidati all'episcopato; promuovere iniziative per la pace, il progresso e la cooperazione tra i popoli; favorire i rapporti tra la Chiesa cattolica e le altre Chiese o Comunità ecclesiali, e anche le religioni non cristiane; difendere davanti alle autorità statali tutto ciò che appartiene alla missione della Chiesa e della Sede Apostolica.
 
Il legato pontificio ha diritto di preferenza nella scelta di arcivescovi e ai vescovi, e può celebrare la liturgia in tutte le chiese della sua legazione.
 
Fonti: CCC cc. 362-367; Dir. Apostolorum Successores (22-II-2004)