Tribunale

È il luogo in cui si esercita la giustizia ecclesiastica. Sono titolari del potere giudiziario il Romano Pontefice e il vescovo diocesano, che di norma delegano a giudici e tribunali.

Ogni diocesi o struttura equiparata - territoriale o personale - ha un proprio tribunale di prima istanza. Ne fanno parte il vescovo, il vicario giudiziale e i giudici nominati. A seconda della materia giudicherà un tribunale unipersonale o un collegio di giudici.

Ci possono essere tribunali di territori più ampi della diocesi (provinciali, regionali, interdiocesani o interregionali).

Il tribunale dell’arcidiocesi funge da tribunale di secondo livello per dibattere in appello le cause già giudicate nel tribunale di una diocesi suffraganea.

I superiori degli istituti religiosi clericali detengono il potere giudiziario per determinate competenze, e un tribunale dentro l'istituto per il secondo livello di giudizio.

Il tribunale supremo della Chiesa è la Signatura Apostolica.

La Congregazione per la Dottrina della fede ha alcune competenze giudiziarie, in particolare per i cd. delicta graviora.

Fonti: Codice di Diritto canonico, cc. 135, 1402 §3, 1419-1427, 1438-1442; La mens del Pontefice sulla riforma dei processi matrimoniali (4-11-2015); Cost. Apost. Pastor bonus artt. 125 e 130; Cost. Apost. Ecclesia in Urbe (1-1-1998).