Scomunica

È la pena, o censura, più grave nella Chiesa, con la quale una persona battezzata cattolica è esclusa dalla comunione dei fedeli, per aver commesso un delitto punito così dalla legge canonica.

Con la scomunica non si possono ricevere i sacramenti né esercitare incarichi ecclesiastici di alcun tipo. Lo scioglimento della scomunica può essere concesso, a seconda del delitto commesso, soltanto dalla Santa Sede, o dal vescovo del luogo o da sacerdoti autorizzati. In caso di pericolo di morte, qualunque sacerdote può assolvere da qualunque peccato o scomunica. Per disposizione di Papa Francesco nel 2016, qualunque sacerdote può togliere la scomunica ricevuta per il peccato di aborto.

La scomunica può essere latae sententiae (non dichiarata) quando si applica automaticamente al momento della realizzazione del fatto; o ferendae sententiae (esplicita) quando c'è notorietà.

Come avviene nelle altre censure (come interdetto e sospensione) si impone solo a chi persiste nel suo atteggiamento dopo essere stato ammonito; questa ammonizione non è necessaria se il delitto è gravissimo e viene punito con scomunica latae sententiae.

Anche se scomunicata una persona è responsabile per quanto riguarda i suoi doveri di cattolico.

Fonti: Codice di Diritto canonico cc.1331, 1347, 1357, 1398; Carta apostolica "Misericordia et misera” (20-11-2016); Risposta sulla concessione della facoltà di assolvere dall'aborto nel n. 12 della Carta "Misericordia et misera”.