Prelatura personale

È una circoscrizione ecclesiastica eretta dalla Santa Sede per la realizzazione di particolari compiti pastorali o missionari. La giurisdizione e la missione della prelatura sono definite da un criterio personale, cioè dal tipo di persone che la compongono (emigranti di una determinata nazione, fedeli con una professione o altro tipo di fedeli con necessità di attenzione pastorale speciale), e quindi non da un criterio territoriale, ed è complementare alle Chiese locali.

Il prelato dirige la prelatura e ha giurisdizione sui chierici e i laici che sono coinvolti nella missione pastorale. Ha potestà ordinaria, che si aggiunge a quella del vescovo diocesano. Sebbene non sia necessario di diritto, è conveniente che sia vescovo.

Con il prelato collabora un presbiterio costituito dai sacerdoti che si dedicano alla missione pastorale a favore dei fedeli laici. Il prelato ha la potestà di erigere un seminario nazionale o internazionale e incardinare chieerici nella prelatura.    

I fedeli delle prelature personali sono anche fedeli della diocesi dove vivono; la giurisdizione del prelato nei loro confronti riguarda il fine pastorale della prelatura. È necessario il consenso del vescovo per svolgere il lavoro pastorale della prelatura in una diocesi, perché questo deve essere sempre in armonia con la pastorale ordinaria della diocesi.

La prelatura è frutto della spinta apostolica del Concilio Vaticano II ed è regolata dal Codice di Diritto canonico e dagli Statuti approvati dalla Santa Sede al momento dell'erezione della prelatura.

Le prelature personali dipendono dalla Congregazione dei Vescovi, e per quanto riguarda le relazioni con la Santa Sede la disciplina è uguale a quella delle Chiese particolari e delle altre strutture gerarchiche di natura episcopale.

La prima prelatura personale è quella dell’Opus Dei, eretta da Giovanni Paolo II nel 1982 con la Cost. Apost. Ut sit. La Santa Sede può erigerne altre per lo svolgimento di determinate opere pastorali o missionarie a favore di regioni o peculiari gruppi sociali (emigranti, persone di una determinata professione, o fedeli con esigenze pastorali speciali, ecc.)

Fonti: Decr. Presbyterorum Ordinis n. 10; Codice Diritto canonico cc. 265-266, 294-297; Cost. Apost. Pastor Bonus art. 80