Diacono, diaconato

È un termine greco che significa servitore. Si riferisce al fedele che riceve il primo dei tre gradi del Sacramento dell’ordine nella Chiesa cattolica. Il diaconato è una realtà sacramentale, che determina la condizione di chierico - non di presbietro - e abilita a servire il popolo nell'ambito della liturgia, della parola e della carità.

Per ricevere il diaconato, la persona deve essere incardinata in una chiesa particolare in una prelatura, in un istituto religioso o in una società clericale di vita apostolica. Ai diaconi si applica buona parte del regime giuridico dei chierici. Spetta al diacono assistere il vescovo e ai presbiteri nella celebrazione dei misteri divini, attraverso un ruolo specifico nel culto divino, che comprende le funzioni di battezzare, esporre l'Eucaristia, distribuire la comunione, proclamare il Vangelo e predicare la parola di Dio, celebrare i matrimoni, presiedere le esequie e dedicarsi ai servizi di carità.

Esiste un diaconato transitorio per coloro che si avviano a diventare sacerdoti, e un diaconato permanente per quanti non seguono questa strada. Uomini sposati possono essere ordinati diaconi permanenti.

Fonti: Cod. Dir. can. cc. 236, 266, 288, 835, 1008-1009; Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1570; Disposizioni per il ministero e la vita dei diaconi permanenti (1988); Motu proprio "Omnium in mentem” (26-10-2009), artt. 1 e 2.