Celibato

È l'impegno preso volontariamente e per motivi soprannaturali da un laico, da un sacerdote o un religioso, di vivere castamente, rimanendo libero da un vincolo coniugale. Questo impegno ha un significato fondamentalmente  cristologico: chi lo assume si dona totalmente a Cristo, si unisce a Lui più facilmente con un cuore indiviso, e di dedica più liberamente in Lui e per Lui al servizio di Dio e degli uomini.

Nella Chiesa latina, il sacramento dell'Ordine relativo al sacerdozio viene conferito soltanto ai candidati che sono disponibili a vivere liberamente il celibato e che manifestano pubblicamente la loro volontà di seguirlo per amore del Regno di Dio e per il servizio degli uomini. I candidati al diaconato assumono l'obbligo del celibato secondo la cerimonia prevista. La promessa di un diacono o di un prete diocesano nella Chiesa latina non dovrebbe essere definita “voto”; perché a differenza di fratelli, sorelle e sacerdoti che entrano in ordini religiosi, non “prendono” i voti.

Nella Chiesa latina alcuni uomini sposati possono essere ordinati diaconi “permanenti” (perché ciò non costituisce un elemento per diventare sacerdoti), continuando la propria vita coniugale. 

Il celibato nella vita consacrata ha un significato più propriamente escatologico.

Fonti: Enciclica Sacerdotali Coelibatus (24-6-1967); Decr. Presbyterorum Ordinis n. 16; Catechismo della Chiesa Cattolica nn. 1579, 1599, Codice di Diritto canonico, c. 1037